STREGONERIA O SCIENZA?

(le teorie dei ciarlatani)

   

E’ difficile credere che persone di grande cultura non sappiano che 2 più 2 fa 4. Eppure è così. Sul tema della vita troviamo esperti di varia natura che costruiscono teorie sofisticate ma prive di buon senso, perciò per riuscire a spiegare quando la vita diventa vita, sono costretti ad inserire delle variabili non scientifiche. E di volta in volta 2 più 2 fa 3 oppure 5. Basterebbe fermarsi un attimo a pensare che cosa possa mai cambiare in un essere umano in pochi istanti e domandarsi se sia possibile che un sortilegio trasformi all’improvviso una “cosa” in un bambino durante il periodo di esistenza nel grembo materno. A meno che non scambiamo la favola del burattino Pinocchio con la realtà...

   

Sapevi che una parte del mondo scientifico rinnega la scienza stessa?.

C’è un folto gruppo di “autorevoli esperti”, dilettanti della logica, che per spiegare in quale momento del viaggio di un essere umano nel ventre materno interviene il salto di qualità che lo fa, appunto, “umano”, usano categorie magiche invece che scientifiche.

Alcuni di loro affermano che si diventi umani dopo il terzo mese, quando alcuni organi vitali si sono sviluppati; altri dicono che si diventi davvero “vivi” con il parto, quando si comincia a respirare con i polmoni e si acquista la “coscienza di sé”. Dato che però la scienza dimostra, secondo leggi naturali, la continuità dello sviluppo da prenatale ad adolescenziale senza interruzioni, costoro prevedono ad un certo punto l’utilizzo di una bacchetta magica che trasforma la materia inerme in un uomo!

Analizziamo con un minimo di logica le idee di questi “apprendisti stregoni”.

Chi ritiene giusto poter abortire entro il limite delle dodici settimane previsto dalla legge 194, dovrebbe spiegare, come abbiamo già detto nel precedente paragrafo, che differenza passa in quella creatura tra l’undicesima e la tredicesima settimana! Perché un istante prima o un istante dopo un dato momento, una cosa diventerebbe qualcos’altro? Con quale logica si può sostenere che in pochi giorni un “niente” si trasformi in un essere umano solo perché si è leggermente sviluppato?

Il termine di 12 settimane non è fissato in base a criteri scientifici, non ci sono infatti elementi tali da creare un discrimine tra la vita prima e dopo questo termine, che risulta quindi arbitrario. D’altronde anche il famoso rapporto Warnock in Inghilterra stabiliva che non c’erano momenti di discontinuità nella natura della vita umana dell’embrione, che il termine veniva stabilito solo perché richiesto dall’opinione pubblica e in modo del tutto convenzionale.

Posto questo, a maggior ragione chi considera addirittura il parto come inizio della vita dovrebbe illustrare la differenza che passa nello stesso neonato tra l’attimo precedente l'uscita dall'utero e quello immediatamente successivo.

Un bambino uscito dal grembo è forse diverso dal giorno precedente? Per quale stregoneria prima non è persona e poi lo diventa?

Chi pensa che si diventi davvero vivi quando si comincia a respirare autonomamente e non attraverso la madre, dimentica che già alla terza settimana il sistema nervoso, il cuore e i polmoni sono formati, a tre mesi si può sapere se è maschio o femmina e alla nascita è solo la naturale capacità di adattamento al nuovo ambiente circostante che mette in moto l’uso di certe funzioni, fino allora sopite perché ancora inutili. Inoltre sostenere un idea del genere equivarrebbe a dire che una persona è tale solo quando ha il pieno possesso di tutte le funzioni organiche e mentali. Cosicché tutti i malati che sopravvivono grazie alla tecnologia medica, gli handicappati, i malati di mente e le persone in coma, che non hanno coscienza di sé, non dovrebbero più essere considerate persone!

   

Da queste contraddizioni emerge insomma che non c’è nulla di scientifico nelle loro tesi. La scienza dice che il DNA (la nostra unica e irripetibile identità genetica) è gia completamente definito nella prima cellula creatasi a seguito della fecondazione e non cambierà più. Durante il processo di crescita in nessun momento si registrano discontinuità: si tratta di uno sviluppo continuo e irreversibile. Ogni momento è legato al precedente. La scienza conferma quindi che c’è un avvio, un big bang inarrestabile di un embrione che se lasciato crescere nascerà e, se non intervengono patologie, potrà essere bloccato solo con la violenza.

E’ incredibile allora come si possa cadere nel ridicolo negando l’evidenza, credendo ancora che la vita cominci con il parto, soprattutto oggi che possiamo contare su moderni strumenti di conoscenza scientifica!

Da tali “esperti” che credono solo nella vita visibile e riconoscono un bambino solo se possono guardarlo dritto negli occhi, mi aspetto a breve che ricomincino a sostenere che la Terra è piatta, perché dal loro punto di vista non si vede che è tonda! O affermare che la bistecca sia un alimento che nasce già in quella forma, magari direttamente negli scaffali del supermercato! Forse sarebbe utile che le pance delle gestanti fossero trasparenti, per dar loro modo di capire che lì dentro c’è una persona unica, ospitata dall’amore di una donna, ma non appartenente ad essa.

Le idee di questi dilettanti del pensiero si frantumano inesorabilmente con l’uso della ragione, come abbiamo dimostrato, ma negli anni purtroppo sono entrate a far parte del sentire e del linguaggio comune. Così quella tecnica di morte seriale è divenuta un gesto irriflessivo di perdizione della mentalità moderna, un crimine contro l’umanità.

Chiediamoci allora da che parte stiamo se ci accorgiamo di non dare importanza ai 140.000 aborti l’anno in Italia (400 al giorno, 1 ogni 4 nascite), pensando che un feto abbia comunque un valore inferiore ad un adulto e una vita umana meriti meno rispetto a causa delle sue piccole dimensioni…