LA RELIGIONE NON C’ENTRA


(il laicismo è l’oppio dei popoli)

   

Uno dei più grandi e riusciti bluff del secolo riguarda proprio il rapporto Chiesa-aborto. Con astuzia e costanza, partiti e movimenti anticlericali sono riusciti a sovrapporre due concetti: credo religioso e antiabortismo, inducendo a credere così che la vita durante la gestazione sia un dogma di fede piuttosto che un fatto scientifico. Diffondere questa tesi è servito a separare la ragione laica dalla fede cattolica in un argomento universale quanto la pena di morte o la tortura. Al punto che oggi molti non credenti neanche si pongono il problema se sia giusto o sbagliato abortire, perchè convinti che sia solo una questione religiosa…

   

Sappiamo tutti che in tema di aborto la Chiesa è schierata con fermezza, manifestando apertamente la propria contrarietà. (“Fra tutti i delitti che l'uomo può compiere contro la vita, l'aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile. Il Concilio Vaticano II lo definisce, insieme all'infanticidio, «delitto abominevole»” - Evangelium vitae, Giovanni Paolo II) .

Poche altre voci si alzano su questo tema e spesso si rifanno alla stessa dottrina cattolica. Sembrerebbe così solo una questione di fede, che può portare a facili conclusioni ed affermazioni del tipo: “Se fossi credente seguirei ciò che mi dice la Chiesa, ma dato che non lo sono… non ho più alcun problema e posso fare ciò che voglio!”. Il teorema diventa quindi il seguente: la Chiesa tarpa le ali alla libertà del cittadino che possiede il dono del libero arbitrio. Teorema che si è trasformato in un grande inganno culturale di massa, in cui sono caduti anche tanti cattolici convinti di dover garantire la libertà di abortire a chi non condivide il proprio credo.

Ciò è accaduto perché negli anni certi movimenti di opinione, alcuni politici e la miopia di gran parte dei mass-media, hanno diffuso l’idea che in materia di vita prenatale ci siano da una parte il pensiero cristiano e dall’altra il pensiero laico. Così molti hanno smesso di ragionare sul perché delle cose e si sono abbandonati ad opinioni preconfezionate distribuite da una parte o dall’altra, perdendo di vista il senso critico e la realtà.

   

Per comprendere le posizioni cattoliche bisogna innanzitutto capire che lo scopo della Chiesa non è porre divieti o rilasciare permessi. Il suo compito è di annunciare la liberazione dell’uomo dall’infelicità e dal non senso attraverso il messaggio di Cristo, che è un messaggio di Amore. E così tutta l'attività della Chiesa è espressione di un amore che cerca il bene integrale dell'uomo. Se prende quindi delle posizioni decise su certi argomenti è perché per sua vocazione ha a cuore la vita e l’umanità. Ed è questo cuore grande che ha portato il Papa a ripetere che bisogna “difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni persona dal concepimento alla morte naturale”. Parole che inneggiano alla libertà e protezione di ogni individuo dalla prevaricazione del più forte.

Parole che, a pensarci bene, ogni persona laica dovrebbe condividere, se si rifà al principio democratico che “la propria libertà finisce dove comincia quella dell’altro”.

La religione insomma non può più essere una scusa dietro cui nascondere la propria scelta di campo. E’ solo una questione di civiltà, perchè la soppressione della vita altrui ha sempre e solo un nome: omicidio.

Si deve quindi smettere di mistificare la realtà facendo proselitismo al contrario verso un laicismo che detta regole (come se dicessero ai non ancora nati "Il mio credo morale è che voi non dovete vivere") e affrontare l'argomento per quello che è: un problema di giustizia umana e sociale.

Problema su cui deve esserci unità di pensiero tra chi ha fede e chi non ce l’ha ma è sensibile alle ingiustizie del mondo, perché è inconcepibile che in un paese democratico la parte di popolazione agnostica non debba indignarsi di fronte alla "prepotenza dell'uomo sull'uomo" e non debba difendere l'evidenza della ragione. Norberto Bobbio, un importante filosofo non credente, disse infatti: “Mi stupisco che i laici lascino ai cattolici il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere”. Aveva ragione. Perché così poca gente oggi si impegna nel condannare questo abominio? Perché lasciare la Chiesa da sola a combattere questa battaglia solo perché non si è credenti?

L’anticlericalismo di bandiera ha astutamente offuscato la realtà e negato il pensiero critico. Mettiamo da parte allora ciò che ci hanno detto di pensare e ricominciamo ad usare la nostra testa in piena autonomia, perché “la distinzione non è tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti”!