L'ALTERNATIVA ALL'ABORTO


(il coraggio ripagato)

   

Un'altra convinzione sbagliata è questa: “Se non si vuole il bambino concepito non resta che abortire”. Esiste invece una terza strada tra il tenersi il bambino indesiderato o eliminarlo. E’ la strada da seguire con coraggio quando si è certi di non voler allevare quel figlio. E’ una via d’amore che salva quel bambino ma salva anche noi stessi…

   

Dopo aver riflettuto su quanto letto finora e magari averlo pure approvato, potrebbe restare, in chi è coinvolta in prima persona in una storia difficile, la mancanza assoluta di quella forza che serve per andare avanti e non cadere in braccio ai dispensatori di morte.

E’ fondamentale in questo caso confrontarsi con persone esperte e disponibili all’ascolto che possiamo trovare nei Centri di Aiuto alla Vita, presenti in quasi tutte le città d’Italia, contattando il numero gratuito S.O.S. Vita all’ 800-813000 per un primo aiuto e per conoscere l’indirizzo più vicino di questi centri.

Tali persone, valutando con discrezione i problemi proposti, possono aiutarci a rimuovere le cause che ci spingono all’interruzione della gravidanza (anche dal punto di vista economico con un aiuto denominato Progetto Gemma) e possono farci capire perché il parto sia un momento di realizzazione personale, una gioia donata e una gioia ricevuta, e non una maledizione. Inoltre bisogna considerare di non prendere decisioni affrettate, perché capita spesso che madri cambino il loro atteggiamento dopo aver superato il trauma iniziale della gravidanza indesiderata. Accade a volte quando avvertono o vedono, con l'ecografia, l’effettiva presenza di un figlio nel loro grembo.

   

Ma se nonostante tutto, per una qualsiasi grave ragione, non si riesce ad intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel in cui ci si trova (o forse si crede di trovarsi) e non si vuole in nessun modo che questo bambino faccia parte del nostro futuro, è bene sapere che esiste un’alternativa all’orrore del farsi strappare una vita dal proprio grembo, togliendo a quel figlio l’unica possibilità che ha di venire al mondo.

L’alternativa nasce dalla ricerca di una soluzione che non leda la libertà di nessuno dei tre protagonisti della vicenda: madre, padre e figlio. Se come madre la decisione di non voler condividere la propria vita con questo figlio può essere irrevocabile e se il padre può aver deciso la stessa cosa o magari essersi defilato o ritenuto non degno di vivere con noi per costruirci una famiglia, bisogna tenere presente però che il bambino oramai c’è e non si può negarlo a se stessi e agli altri, solo perché ancora è ben nascosto!

La possibilità quindi che rimane è una sola. Fare un piccolo sforzo, per sè e per quell’essere umano che non vuole morire, e portare a termine la gravidanza, per poi affidare il neonato ad altri che lo ameranno per sempre: coppie che nella loro vita non hanno potuto avere figli e non aspettano altro che poterne crescere uno amandolo come se fosse il proprio.

Poter partorire e lasciare il bambino in ospedale, anche in completo anonimato, è infatti previsto dalla legge; sarà poi lo Stato ad impegnarsi alla sua tutela (vedi la pubblicità progresso del Ministero delle Pari Opportunità che recita: “Non abbandonarlo! Puoi partorire anche senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto”).

Con la sofferenza che si è accettato di vivere nei pochi mesi di gravidanza si riuscirà a salvare una vita umana e questa scelta ci renderà per sempre fieri, anche se quel bambino non crescerà con noi.

E’ una scelta coraggiosa, certo. Ma è un coraggio che ripaga. Perché chi salva una vita salva se stesso.